The Family Medical Herbalist - Candidiasi
The Family Medical Herbalist - Holistic medical herbalism, mycotherapy and immunonutrition

Micoterapia: Candidiasi e funghi medicinali

Cosa s'intende per funghi medicinali?

fungi, candiasis, candida, albicans, speciesEsistono c.100.000 funghi tra macro-funghi come quelli alimentari e micro-funghi come i lieviti e le muffe. Tutti i funghi sono organismi microbici dotati d’intelligenza primordiale; si avvicinano perciò al regno animale e, secondo alcuni biologhi, essi si allontanano dal regno vegetale.

Inoltre, essendo privi di clorofilla, i funghi utilizzano la radiazione al posto della luce per la crescita e  sono chelanti di metalli pesanti, i quali sono trasformati da sostanze organiche in nutrimento. 

I funghi si nutrono, inoltre, di organismi ricchi di carboidrati, alcuni minerali, vitamine e proteine e alcuni microfunghi costituiscono commensali all'interno della nostra flora batterica intestinale.

Perchè i fungi sono important per l'equilibrio della flora microbica intestinale?

Anche all’interno del corpo umano i funghi commensali impiegano numerose sostanze nutritive, aumentando il rischio dell'organismo di sviluppare carenze nutrizionali e stati di malnutrizione cronica.

In stato di omeostasi, la microflora dell’intestino umano contiene fino a circa 400 commensali microbici, per circa l’85% sani e 15% considerati nocivi. 

Tra i commensali che in moderazione svolgono un ruolo utile, citiamo i lieviti delle specie di Candida: C.albicans, C.tropicalis, C.glabrata, C.krusei, C.guillermondi, C.dubliniensis e C.zeylanoides e i batteri utili, come, ad esempio, il Lactobacillii: L.fermentum e L.acidophilus, in grado di neutralizzare i lieviti e le candidosi in particolare.

La Candida assieme al resto della microflora sana, in quantità moderate, svolge il compito di attenuare l’erosione dei processi infiammatori delle infezioni. La Candida e il muco che si accumula nelle membrane gastrointestinali sono sintomi d'infiammazione delle mucose e di altri tessuti epiteliali nel resto dell'organismo umano. Durante il processo infiammatorio, il muco, contenente globuli bianchi, aderisce alle mucose delle membrane intestinali per neutralizzare tossine e radicali liberi.

L'equilibrio della flora microbica intestinale non dipende solamente dai processi fisiologici dell'apparato digerente inferiore, ma come disse Pasteur, “beviamo il 90% delle nostre malattie”, indicando che l’eccesso di microbi entra nel corpo attraverso la cavità orale, mangiando e respirando, incluse numerose infezioni fungine che possono essere presenti nell'aria.

In che modo i micoterapici agiscono contro la candidiasi?

struttura-beta-glucano, polysaccharides, funghi medicinali, micoterapiaPer poter disintossicare l'intero organismo umano servono quantità adeguate di aminoacidi, vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi e carboidrati complessi di funghi come i polisaccaridi che includono β-glucani e α-glucani, glicoproteine e triterpeni, reputati per l’attività farmacologica di Biological Response Modifers (BRM) nei sistemi medici di Cina, Giappone e Tibet.

Negli ultimi decenni, alcuni esperti di micoterapia negli USA e in Europa hanno cominciato ad utilizzare estratti concentrati di funghi medicinali titolati in β-glucani per i casi di immunosopressione e di candidosi cronica.
 I β-glucani stimolano l'immunità, legandosi a ricettori sulla superficie di granulociti, monociti, macrofagi e cellule dendritiche, attivando così la risposta immunitaria innata aspecifica e di conseguenza anche quella specifica. Attivando la risposta immunitaria innata per affrontare micosi, candidosi e altre infezioni, i β-glucani riportano le citochine Th2 iperattive allo stato polarizzato rispetto alla colonia delle citochine Th1, riducendo l'infiammazione e neutralizzando i radicali liberi. 

Funghi particolarmente adatti a ripristinare l'equilibrio immunitario e a gestire le infezioni sono l'Agaricus Blazei Murrill, il Reishi e il Coriolus, i quali, come tutti i funghi medicinali, contengono β-glucani ad azione immunomodulante specifica su determinati organi e sistemi fisiologici. Questa caratteristica dei funghi è chiamata "organo-tropismo" dalla medicina tradizionale cinese (MTC).

Quali sono i segni e i sintomi di candidiasi?

Internamente, l’eccesso di Candida, senza segni cutanei, va differenziata da casi rari di Cryptococcus (meningite fungina), oppure Aspergilliis (aflatossine alimentari e muffe ambientali inalate), anche se la infezioni fungine possono coestistere. Ancor prima di manifestare segni di mughetto, la candidosi si cronicizza a causa della deplezione di molti antiossidanti endogeni, come, ad esempio, il glutatione, un potente antiossiandate, essenziale per rendere biodisponibili e attive nel corpo altre sostanze come il ferro e le vitamine C ed E. Le micosi facilmente evidenti del corpo umano sono già in fase di cronicità avanzata e sono quelle più esterne. 

Manifestandosi sotto forma di “mughetto”, già muffa a tutti gli effetti, la Candida diventa visibile sulle mucose della bocca e sulla vasta superficie cutanea, dello scalpo, nelle pieghe inguinali, delle ascelle, delle braccia, dietro alle ginocchia e sotto il seno, deve essere distinta dalle altre micosi comuni: Pityriasis versicolor, Tinea corporis, Tinea cruris Tinea pedis.

La candidosi cronica è segno di deplezione energetica e lentezza metabolica, ciò che causa affaticamento cronico, esaurimento psico-fisico e squilibrio delle difese immunitarie, le quali possono manifestare carenze e sintomi patologici in tutti i sistemi fisiologici nei punti più vulnerabili della costituzione dell’individuo. La candidosi e lo stress cronici affiggono i tessuti epiteliali del cuoio capelluto, della pelle e delle unghie assieme a tutti i tessuti epiteliali che proteggono le membrane delle mucose gastrointestinali e delle membrane neuronali, perché i tessuti nervosi e tegumentari si formano dallo stesso ectoderma embrionale durante la gestazione.

Quali funghi sono più efficaci per la candidosi?

I funghi Reishi ed Hericium agiscono allo stesso tempo sui tessuti epiteliali delle membrane di tutte le mucose fisiologiche e del sistema nervoso. Il Reishi contiene adenosina, sostanza ad azione spasmolitica importante per l'intero sistema digestivo e per il rilassamento nervoso e i suoi polisaccaridi, risparmiano cosí il cortisolo, aumentando la capacità di affrontare lo stress e regolando l'attività antimicrobica delle ghiandole sebacee. 

Il fungo Hericium, ricco di ericenoni agisce sulla rigenerazione della mielina delle membrane nervose, partendo dall'area centrale cerebrale e dalla spina dorsale, fino alle diramazioni dei plessi nervosi enterici e cutanei. 

Quali aspetti del nostro stile di vita contribuiscono alla candidosi?

La varietà delle presentazioni cliniche della candidosi non è sempre facilmente riconducibile a una sola area deficitaria ai fini terapeutici. 

Per questo, è indispensabile prendere in considerazione le abitudini alimentari, lo stile di vita e le condizioni ambientali, oltre ad utilizzare questionari analitici e test di conferma.

L'importanza delle abitudini alimentari e l'impatto della malnutrizione sulla candidosi

L’alimentazione raffinata moderna è sovraccarica di zuccheri, carboidrati, alcolici e lieviti lavorati industrialmente che apportano calorie “vuote”, sostanze prive di valore nutrizionale e tossine “acidificanti” che producono radicali liberi in quantità difficili da smaltire attraverso i meccanismi d’eliminazione.
 
L’acidosi sostenuta e l’ossidazione favoriscono l’espansione di pseudo-ife e pseudo-miceti dellaCandida, la quale si nutre dei metaboliti dei processi infiammatori che secernono muco nelle pareti delle membrane gastrointestinali e neuronali e produce settantanove micotossine, tra cui l’acetailde, la stessa tossina prodotta dall’alcol.

Le complicazioni della candidosi cronica

Il sistema linfatico di tutta la parete intestinale è ricoperto dalle Placche di Peyer, con ricettori sulle membrane, le quali contribuiscono a neutralizzare le secrezioni digestive e i radicali liberi delle sostanze introdotte nel corpo per proteggere l’organismo dal danno di sostanze tossiche e resti microbici.

La malnutrizione, il consumo d’alcolici, l’uso d’antibiotici, corticosteroidi e farmaci non steroidei, la pillola anticoncezionale, l’esposizione a sostanze chimiche e metalli pesanti: alluminio, arsenico, mercurio e piombo che si trovano nei pesticidi, nei residui di amalgama dentario e nelle vaccinazioni che inseriscono virus mutevoli prima di contrarli, danneggiano la microflora batterica, alterando il pH nel corpo, istaurando processi infiammatori cronici e aumentando la permeabilità delle mucose gastrointestinali, ciò che si definisce “Leaky Gut Syndrome”. Le tossine non filtrate dalle mucose gastrointestinali sono riassorbite nel flusso sanguigno, contribuendo a reazioni autoimmuni e favorendo la proliferazione di miceti della Candida in tutto il corpo.

Strategie alimentari e dello stile di vita quotidiano per guarire dalla candidosi

L’alimentazione contribuirebbe all’equilibrio delle membrane delle mucose dell’apparato digerente dalla bocca all’intestino retto, se l’apporto di vitamine, minerali, amino acidi, acidi grassi e carboidrati di qualità nella dieta moderna fosse adeguato e se l’uso frequente d’antibiotici non esaurisse le poche risorse vitali.

Altre misure per ridurre la tossicità che altera il pH sono l’esercizio fisico che favorisce l’ossigenazione muscolare, la qualità del sonno e il riposo, la riduzione del consumo di carne, caffeina e nicotina, facendo attenzione ad aumentare il consumo di verdure alcalinizzanti e frutta poco dolce  lontano dai pasti (per evitare che fermenti prima di essere digerita pienamente).

Esistono liste che indicano se i cibi sono alcalini, neutri oppure acidi da prendere in considerazione nell’equilibrio complessivo di ogni dieta, considerando aspetti di biodisponibilità e riguardanti l’equilibrio della microflora batterica, fattori che variano da persona a persona. 
Per gestire la proliferazione incontrollata di candidosi, è essenziale cominciare a inserire nelle abitudini alimentari cibi idonei, seguendo una dieta ricca di cibi genuini, integrali e provenienti da coltivazioni biologiche, prive di pesticidi, ad alta densità nutrizionale. La sostituzione alimentare di carboidrati raffinati, di formaggi stagionati, muffe, lieviti e alcolici, i quali nutrirebbero la candidosi, dovrebbe avere l’accortezza di non privare la persona di una dieta varia, equilibrata e piacevole, adatta sia al sistema digestivo, sia alla cultura personale.

Prime strategie per detossificare la candidosi

La micoterapia efficace deve seguire inizialmente la depurazione del fegato, delle vie biliari, urinarie e linfatiche, con strategie per neutralizzare l’infiammazione e i danni sistemici prodotti dai radicali liberi delle micotossine e dell’acidosi.

In tutti i casi, le strategie di disintossicazione devono essere graduali e agire in profondità, in tempi consoni ai ritmi fisiologici dell’individuo, riducendo al minimo le possibili crisi di guarigione, provocate dalla mobilitazione nel sangue e dalla rimozione delle micotossine. 
Gli estratti di Cardo mariano, titolato in silimarina, e di Curcuma, titolata in curcuminoidi, aumentano la produzione endogena degli antiossidanti glutatione e dell'enzima superossidodismutasi (SOD), riducendo l’infiammazione causata dal fattore NK-FB, correlato alla rigenerazione e alla riparazione dei tessuti cellulari danneggiati dall’acetaldeide, la principale tossina nella candidosi.

È importante assumere fitopreparati che aumentino la secrezione e il flusso biliare, dal fegato alla colecisti, favorendo l’espulsione di colesterolo e accumuli di acidi grassi, contenenti anche le micotossine, migliorando così la peristalsi intestinale, e fitopreparati che stimolino la diuresi per risolvere cistiti ricorrenti, spesso associate a candidosi.

Composti di piante medicinali, come, ad esempio, le foglie di Carciofo e la radice e le foglie del Tarassaco, facilitano l’espulsione delle micotossine liposolubili trasportate nella bile e dei residui idrosolubili nell’urina. La Curcuma è utile anche per depurare il sistema linfatico che trasporta i residui microbici sia dalla circolazione sanguigna, sia dalla superficie cutanea, attraverso una rete di linfonodi intricata.

Strategie per detossificare la candidosi cronica in profondità

In un secondo momento, la depurazione graduale delle vie d’eliminazione deve essere accompagnata dall'integrazione della microflora batterica con fermenti e funghi adatti. La microflora intestinale della maggioranza delle persone è di circa 5kg e svolge il ruolo di produrre vitamine B e di aumentare la biodisponibilità di calcio, magnesio e ferro. 
La microflora distrutta deve essere totalmente reintegrata con probiotici solamente in seguito a corsi d’antibiotici, mentre in tutti i casi sono indicati i prebiotici. A

ssieme ai probiotici Lactobacillii, sono consigliabili i frutto-oligo-saccaridi (FOS), fibre presenti in frutta e verdura, indigeribili per il corpo umano ma indispensabili per la microflora. Altri FOS alimentari reperibili sono l’inulina presente in mirtilli, tuberi, cicoria, cipolle, aglio e carciofi.

Prebiotici ineguagliati sono presenti negli enzimi attivi dei funghi salutari in toto, principalmente le laccasi delle specie di Hericium, Reishi e le specie di Pleurotus e Shiitake. Questi funghi salutari devono provenire da coltivazioni biologiche controllate per essere benefici e offrire, quindi, una vasta gamma di polisaccaridi ed enzimi attivi e differenziati, normalmente assenti nell’alimentazione.

La micoterapia svolge attività prebiotiche per la presenza d’enzimi digestivi antiossidanti e antimicrobici, capaci, oltretutto, di regolare la produzione di antigeni sulle mucose gastrointestinali e di gestire le complicazioni della candidosi, degenerate in sindromi autoimmuni e malattie croniche degenerative. La disintossicazione linfatica può essere effettuata anche dal fungo Polyporus, il quale è preferibile alla Curcuma nei casi d'occlusione parziale o totale delle vie biliari.

Fonti

  • Akram et al (2010) Curcuma longa and curcumin: a review article. RojJBiol-PlantBiol 55(2), 65-70.
  • Al-Habib S B e Al-Rashedi A M (2011) Effect of Some Plant Extracts on Candida albicans. Journal of Thi-Qar University Vol 6(4), 53-60.
  • Bianchi I (2008) Micoterapia. I funghi medicinali nella pratica clinica. Nuova IPSA Editore.
  • Bondarenko V M e Rybal’chenko O V (2009) Ultrastructural change of lactobacilli during suppression of their growth by clinical strains of Candida albicans [Article in Russian] ZhMikorbiolEpidemiolImmunobiol 4, 96-99.
  • Cazzavillan S (2011) Funghi Medicinali dalla tradizione alla scienza. Nuova IPSA Editore.
  • Emanuele et al (2011) Antioxidant and Antimicrobial Activities of Ethanol Extracts of Cynara Scolymus (Cynarae foliu, Asteraceae Family). Tropical Journal of Pharmaceutical Research 10(6), 777-783.
  • Kemper K (1999) Dandelion (Taraxacum officinale). The Centre for Holistic Pediatric Education and Research. The Longwood Task Force.
  • Kumar A et al (2011) A Review of Curcuma longa (Turmeric). International Journal of Applied Biology and Pharmaceutical Technology Vol2(4), 371-379.
  • Morien K (1998) Benefits of Artichoke Leaf Extract in Hypercholesterolemia, Dyspepsia and Liver Function. Herbalgram 44, 21-22.
  • Rönnqvist D et al (2007) Lactobacillus fermentum Ess-1 with unique growth inhibition of vulvo-vaginal candidiasis pathogens. JMedMicrobiol 56(pt11), 1500-1504.
  • Sandur et al (2007) Curcumin, demethoxycurcumin, bidemethoxycurcumin, tetrahydrocurcumin and turmerones differentially regulate anti-inflammatory and anti-proliferative responses through a ROS-independent mechanism. Carcinogenesis Vol 28(8), 1765-1773.
  • SIFIT (2012) Il Cardo mariano ed i suoi effetti epatoprotettivi: uno strumento di prevenzione e terapia per varie forme di affezioni epatiche. Fitoterapia.
  • Strumm M et al (2012) Studies on the effects of probiotic Lactobacillus mixture given orally on vaginal and rectal colonization and on parameters of vaginal health in women with intermediate vaginal flora. EurJObstetGynecolReprodBio.
  • Verma S e Thuluvath P L (2007) Complementary and Alternative Medicine in Hepathology: Review of the Evidence and Efficacy. Clinical Gastroenterology and Hepathology 5 (4), 1-8.