The Family Medical Herbalist - La storia
The Family Medical Herbalist - Holistic medical herbalism, mycotherapy and immunonutrition

Fitoterapia: La storia

La fitoterapia occidentale

Dandelion tea, dente di leone, tarassacoLa fitoterapia moderna di tradizione europea integra la cultura locale con le correnti orientali e americane, influenzate sia da tradizioni storiche, sia dalla ricerca scientifica.La fitoterapia olistica non si concentra sulla malattia e le etichette che la classificano, bensì sull’analisi del carattere e della costituzione dell’intera persona per riequilibrare gli eccessi che possono sorgere dalla nascita, allo sviluppo, fino alla senescenza. 

L'analisi della salute deve soffermarsi sulle abitudini alimentari, l’ambiente quotidiano, i cambiamenti climatici, geografici e culturali.La fitoterapia esiste dalla preistoria in ogni continente della terra. Oggi fino all’80% della popolazione terrestre utilizza fitoterapici per uso medicinale, dove spesso i mezzi economici per acquistare farmaci di sintesi brevettati non sono adeguati.Valutando il rapporto tra rischio e beneficio, la fitoterapia gode di margini di sicurezza simile ai generi alimentari. 

Juniperus communis gineproPer l’onnipresenza dell’esistenza di piante nel mondo e per la sicurezza che esse offrono, oltre all’esperienza millenaria della casistica terapeutica, riportata in numerosi testi storici in tutte le epoche, la fitoterapia offre le massime garanzie possibili, soprattutto quando è praticata con professionalità medica.I reperti più antichi disponibili della tradizione mediterranea appartengono agli antichi egiziani, dove scorgiamo l’uso medicinale di Allium sativum, aglio, Juniperus communisginepro, e Commiphora molmol, mirra, e di molte altre piante, resine e oli essenziali importanti. 

Nell’Europa anglosassone antica, si trova il testo ‘The Leech Book of Bald’, il Libro delle sanguisughe di Bald, il quale rivela l’impiego di fitopreparati contro le pandiemie dell’epoca. Bald rimane poco noto e i suoi resoconti sono reminiscenti di numerose superstizioni. La gente non comprendeva l’origine delle malattie che attribuiva a frecce schioccate da folletti misteriosi. Nel XII secolo i medici di Myddfai del Galles riportarono all’Europa la tradizione ippocratica dell’antica Grecia, basata su fitoterapici semplici. 

Cardus marianus silimarinaNel Medioevo, Jakob Böhme (1575 - 1624), nato ad Alt Seidenberg (oggi Polonia, allora parte dell’Impero Romano), un teologo della tradizione germanica, scrisse ampiamente sulla Dottrina delle Firme, secondo la quale Dio avrebbe “firmato” le piante attraverso le caratteristiche conferite per l’uso medicinale.Secondo questa Dottrina, Silybum marianumCardo mariano, favorisce la produzione del latte materno e le sue foglie verdi macchiate di bianco avrebbero simboleggerebbero il latte.

noce, cervello, medicina, tradizionale, dottrinaSeguendo la stessa logica, i fiori gialli di Taraxacum officinaleil Dente di leone, rimedierebbero all’itterizia, dal colore giallo della bile. Ancora, Il mallo della noce, Juglans nigra, assomiglierebbe a un encefalo in miniatura, con i due emisferi della corteccia cerebrale, due cerebri in alto e due cervelletti alla base. Perfino le rughe o pieghe della Noce richiamano la corteccia cerebrale.

Oggi sappiamo dagli studi più moderni che le noci contengono sostanze utile alle funzioni di più di tre dozzine di neurotrasmettitori nel cervello. A conferma della Dottrina delle Firme, anche gli studi scientifici sulle attività farmacologiche di Cardo mariano e Dente di Leone sono notevoli.

L’avvento dalla stampa ha facilitato la diffusione della fitoterapia in Europa e nel XVI secolo, l’inglese Nicholas Culpeper cominciò a opporsi alle critiche dei suoi contemporanei tra le file dei Fisici e dei Farmacisti, insegnando a utilizzare rimedi erboristici semplici, reperibili localmente senza dover acquistare rimedi esotici più costosi. Le opere di Culpeper includono numerose traduzioni dal Latino per la diffusione di consigli al pubblico.

Trotula De Ruggiero, scuola salernitana, fitoterapia, medicina tradizionaleÈ importante accennare al ruolo che per secoli hanno svolto le donne nella diffusione di rimedi erboristici e fitopreparati, molte delle quali furono accusate di “stregoneria” e uccise.Nel XII secolo, tra le donne maggiormente note in fitoterapia, citiamo la Badessa Hildegaard von Bingen, la quale praticò le professioni di fisico, musicista e insegnate, mentre in Sicilia si distinse Troutula de Ruggero, la Direttrice della scuola medica salernitana, esperta ostetrica e ginecologa. Maud Grieve fu molto attiva nella cura dei pazienti durante la seconda guerra mondiale e nel 1927 Hilda Leye fu fondatrice della “Herb Society” e continuò a curare i malati fin in punto di morte.

La fitoterapia tradizionale europea e mediterranea si diffuse dall’Europa all’America nel secolo XIX con il suo esponente principale, Samuel Thompson, scontento con i servizi medici contemporanei e di qui, cominciò uno scambio culturale intenso tra il “nuovo mondo” del nord America e l’Europa, con le opere di Albert Coffin, il quale costruì le basi per la fitoterapia britannica, la quale oggi pone grande cura all’integrazione della tradizione occidentale con le tradizioni orientali di medicina tradizionale cinese (MTC), ayurvedica, giapponese, tibetana e greco-araba (Unani-Tibb) che hanno raggiunto l’Occidente negli ultimi decenni. 

Fonti:
  • Trotula, il medico di Ferruccio Bertini, p. 99, tratto da Ferruccio Bertini, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Franco Cardini, Claudio Leonardi, Medioevo al femminile, 4a ed., Laterza [1989], 2005.
  • A Potted History of Herbal Medicine. NIMH. http://www.nimh.org.uk/?page_id=1722
  • New Green Pharmacy, The Story of Western Herbal Medicine by Barbara Griggs
  • Culpeper’s Medicine, A practice of Western Holistic Medicine by Graeme Tobyn, MNIMH.