FamilyMedicalHerbalist - Micoterapia
The Family Medical Herbalist - Holistic medical herbalism, mycotherapy and immunonutrition

Micoterapia

International Mycotherapy Institute, istituto micoterapico
Elena Renier é socia dell'International Mycotherapy Institute (IMI) Italia dal 2011. 

La micoterapia è qui offerta come strategia complementare che amplifica i risultati clinici della fitoterapia, poiché le attività farmacocinetiche dei funghi sono coadiuvanti a quelle delle piante. Ciò implica che la combinazione di micoterapici e fitoterapici può raggiungere sinergie clinicalmente maggiormente potenti in molti casi clinici.

La micoterapia è particolarmente utile per nutrire, sostenere e stimolare il sistema immunitario nella maggiorparte delle presentazioni cliniche, partendo in primis dal riequilibrio della flora microbica intestinale.

mycotherapy, FreelandAll'inizio di un programma terapeutico spesso si consigliano semplicemente delle erbe digestive e depurative per preparare l'organismo gradualmente e la micoterapia è, dunque, spesso aggiunta qualche settimana di seguito. Questa strategia è particolarmente indicata per riequilibrare casi di disbiosi digestiva con prevalenza di organismi fungini, quali, per esempio, le infezioni da diversi tipi di Candida spp., spesso quando appare nel corpo il cosiddetto 'mughetto'.

Il metodo micoterapico prende in considerazione l'analisi costituzionale e del carattere dell'intera persona secondo modelli olistici sia occidentali, sia orientali, prevalentemente forniti dalle tradizioni antiche di Cina, Giappone e Tibet. 
Negli ultimi decenni la ricerca scientifica occidentale ha cominciato a riconoscere la quantità di ricerca sulla micoterapia già condotta in Giappone e in Cina, dove sono impiegati estratti standardizzati di funghi anche in campo oncologico.
 
Anche la medicina occidentale si avvale delle proprietà di alcuni tipi di sostanze fungine ad azione antibiotica come la penicillina e sta studiando la spirolaxina per la sua attività antiangiogenica in campo oncologico.

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Funghi per la bioremediation ambientale

I funghi sono organismi microbici suddivisi in cinque categorie, tra le quali le prime tre costituite da organismi unicellulari oppure con ife parzialmente differenziate e classificate come citridi (degli ambienti acquatici), zigomiceti (muffe che crescono su sostanze o parassiti in decomposizione) oppure glomeromiceti (che vivono in simbiosi con le piante, aumentandone la capacità di estrarre nutrimento dal suolo). Le ultime due categorie sono gli ascomiceti che includono saccaromiceti e lieviti (ad esempio le specie Aspergillus e Penicillium) e i basidiomiceti che contano circa trentamila specie, inclusi i funghi mangerecci ma anche organismi come le ruggini. Per le loro caratteristiche strutturali ben diverse dalla fitochimica delle piante, i funghi si prestano all’impiego industriale e farmacologico in modo originale e oggi se ne conoscono utilizzi tecnologici innovativi per il risanamento ambientale.

I funghi trasudano enzimi nell’ambiente circostante, i quali da milioni d’anni hanno sviluppato la capacità di degradare qualsiasi sostanza, incluse quelle inorganiche e trasformarle in sostanze organiche. A questo fine serve selezionare il ceppo giusto per il degrado di sostanze chimiche industriali utilizzabili per funzioni specifiche.
La bioingegneria sta studiando i geni dei funghi, isolandoli dal resto del DNA e facendoli funzionare all’interno di lieviti coltivabili in laboratorio, per esempio, per scoprirne le sequenze genetiche che possano essere applicate all’uso industriale oppure farmacologico. Ad esempio, il fungo Ascorcoryne sarcoides è studiato dal Dipartimento dell’energia USA per ricavarne un carburante per le auto. Anche il bioetanolo è prodotto a partire da lieviti, utili solo per certi tipi di motori. L’Ascorcoryne sarcoides è efficace nel digerire la cellulosa, i sottoprodotti della quale sono gli idrocarburi.

Un altro uso ecologico dei funghi è effettuato nell’ambito della bioremediation, il risanamento di terreni e falde acquifere inquinati. I funghi sono capaci di degradare la lignina presente nelle cellule vegetali, generando sottoprodotti chimici semplici. Poiché la lignina assomiglia a sostanze nocive come i policlorobifenili (PCB), alcuni funghi simbionti sono stati impiegati per risanare terreni inquinati in Giappone e negli USA e ora anche in Italia per ossigenare le acque del lago di Endine (Bg), il quale in pochi anni è ridiventato balneabile e pescabile. Nel settore tessile, alcuni funghi sono serviti per controllare l’inquinamento, particolarmente nel settore conciario.

Le spore di Metarhizium anisopliae sono servite per creare un bioinsetticida che stermina le cavallette giganti responsabili della distruzione di molte coltivazioni in Africa. Quando le cavallette giganti sono spruzzate con le spore di questa specie fungina, il fungo cresce sul loro organismo, nutrendosene e uccidendolo che in breve tempo. Questo genere di funghi appartiene ai funghi cosiddetti micorizzici, i quali vivono in simbiosi con le radici delle piante, rafforzandole e proteggendole da agenti esterni.
La ricerca scientifica sulla bioremediation è discussa ed elaborata da Paul Stamets, Micologo, il quale elenca 6 modi in cui il micelio fungino può letteralmente aiutare a salvare il mondo, depurando il suolo inquinato, fornendo la materia prima per insetticidi del tutto naturali, per trattare malattie come il vaiolo e l'influenza... in 18 minuti non ha il tempo di completare la lista.
 
I prodotti micoterapici consigliati sono rigorosamente a base di funghi provenienti da coltivazioni biologiche esclusivamente europee e soggetti a controlli frequenti direttamente sulle piantagioni. La purezza dei funghi medicinali è d'importanza vitale, poiché i funghi hanno il potere di chelare i metalli pesanti e ogni sorta di tossina che possa essere presente nel terreno. Proprio l'alto livello di purezza dei micoterapici biologici europei garantisce l'alto potere chelante di ogni sorta di sostanze nocive alla salute umana.